Trieste raccontata da Jules Verne

Il 1885 è l'anno della pubblicazione del Mathias Sandorf di Jules Verne che si apre con una descrizione di Trieste. L’edizione è illustrata da molti disegni di Bennett (la Corte, il molo San Carlo, il Canal Grande, un panorama e il Lloyd) e i capitoli riguardanti Trieste sono stati tradotti e pubblicati in italiano da L. Carpinteri e M. Faraguna col titolo La congiura di Trieste (La Cittadella, 1970).

 

 

L’innesco del celebre romanzo Mathias Sandorf è affidato al messaggio cifrato portato da un piccione viaggiatore che all’inizio della narrazione  va a posarsi all’esterno della cattedrale di San Giusto proprio sul capitello della colonna romana a fianco dell’ingresso principale.

Il volatile è talmente stremato che non riesce a sottrarsi alla cattura di due avventurieri, Sarcany e Zirone, i quali, accortisi del foglietto cifrato lo trascrivono con l’evidente intenzione di servirsene per arricchirsi. Ma per far questo devono innanzitutto capire chi è il destinatario: salgono così sulla cima del campanile di San Giusto, liberano con cautela il volatile e ne seguono la traiettoria verso il quartiere nord-occidentale della città nuova... Avvicinandosi alla zona i due riescono a localizzare la destinazione segreta: è la casa posta al n. 89 del Viale, proprietà di uno dei congiurati, Ladislas Zathmar. Questi sta attendendo la visita del conte Mathias Sandorf, il misterioso e facoltoso personaggio (proveniente dalla Transilvania) che ha scelto Trieste come base per far partire un’insurrezione secessionista in Ungheria.

Con l’abilità tipica di Jules Verne la descrizione della Trieste ottocentesca è molto ben consegnata al punto da far sospettare che
l’autore non si sia limitato a documentarsi sui libri di viaggio dell’amico Yirte, ma abbia almeno occasionalmente visto di persona la città.

La chiave del messaggio segreto è anch’essa reale, presa tout-court da un sistema crittografico messo a punto nel 1881 dall’austriaco Edouard Fleissner von Wostrowitz e usato poi nella comunicazione top-secret dell’esercito austroungarico fino alla prima guerra mondiale: una “griglia rotante”. Quella adottata da Verne nel suo romanzo, formata da 36 caselle in cui vi sono nove buchi, deve essere sistemata quattro volte sul messaggio da decifrare, ad intervalli di 90°, facendo apparire infine una misteriosa sequenza.
Il mittente, un congiurato invia il messaggio scrivendone il testo all’incontrario.
Basta dunque leggere dal fondo e segmentare opportunamente le parole del testo francese per ottenere la soluzione “Tout est pret. Au premier signal que vous nous enverrez de Trieste, tous se leveront en masse pour l’independence de la Hongrie, Xrzah”…

* tratto integralmente da Trieste nascosta 2, pp 204-205

 

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